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Opportunità di mercato

INDIVIDUAZIONE DELLE AREE DI INTERVENTO

a) Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul mercato locale

La diffusione dei prodotti italiani nel Paese risulterebbe largamente superiore a quella indicata dalle statistiche a motivo del fatto che una quota significativa di prodotti viene introdotta sul mercato bielorusso attraverso la Federazione Russa, sfuggendo in tal modo ai rilevamenti doganali di provenienza.
Questo è il caso dei più noti prodotti del Made in Italy, quali l’abbigliamento, le calzature e i mobili.

Gli elettrodomestici dei marchi Ariston ed Indesit (Gruppo Merloni), anch’essi indiscussi leader di questo mercato, vengono importati direttamente ed esclusivamente dalla Federazione Russa.

Godono, in particolare, di grande considerazione in Belarus i prodotti italiani ad alta tecnologia, gli impianti, i macchinari e i beni strumentali in genere (macchine per la lavorazione del legno, linee di imballaggio e di imbottigliamento per le industrie alimentari in particolare).

Per quanto riguarda gli autoveicoli di produzione italiana, la loro diffusione è decisamente inferiore alle potenzialità della nostra industria. Una delle cause principali potrebbe essere ricercata nello scarso interesse dei nostri produttori verso questo mercato, cui si affianca lo scarso impegno promozionale degli operatori locali del settore.

I prodotti italiani che potenzialmente potrebbero avere una diffusione molto più consistente in questo mercato sono, tra gli altri, quelli dell’industria alimentare. Oltre alle barriere doganali e ad una serie di ostacoli riguardanti le certificazioni sanitarie, una importante difficoltà di penetrazione dei prodotti alimentari italiani su questo mercato è senza dubbio rappresentata dall’assenza di gruppi nazionali della grande distribuzione, che potrebbero fare da volano alla diffusione dei prodotti italiani, analogamente a quanto avviene per quelli francesi o tedeschi.

b) Valutazione degli investimenti diretti da e verso l’Italia

Il Belarus e l’Italia hanno firmato il 25 luglio 1995 un accordo per la promozione e la protezione degli investimenti, entrato in vigore il 12 agosto 1997.

Gli investimenti italiani diretti nell’economia bielorussa per il 2007 sono stati pari a 9,9 milioni USD (l’1,2% degli investimenti totali). Si tratta di una cifra non molto elevata, sopratutto se confrontata con quella dei nostri principali concorrenti, Germania e Polonia in primo luogo.

Si rimanda a quanto detto sopra a proposito degli investimenti diretti italiani e stranieri.

c) Valutazione delle potenzialità di cooperazione commerciale ed industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico

Interessanti opportunità si aprono alle industrie del nostro Paese in tema di vendita di apparecchiature, macchinari e beni strumentali, data la necessità del Belarus di adeguare i propri standards produttivi ai livelli qualitativi richiesti dai mercati occidentali, nonché nel settore del risparmio energetico ed ambientale (depurazione delle acque, decontaminazione dei terreni, smaltimento dei rifiuti urbani e industriali, miglioramento della rete idrica nei centri cittadini).

La mancanza di risorse finanziarie delle imprese bielorusse renderebbe per altro auspicabile, da parte italiana, la predisposizione di pacchetti di assistenza finanziaria, assicurativa e promozionale per le nostre imprese ancor più consistenti di quelli esistenti, proprio nell’ottica di favorire le stesse nella competizione con i più attrezzati concorrenti stranieri.

Ove i timidi segnali di apertura politica si consolidassero, apparirebbe opportuna anche qualche presenza bancaria italiana, che si affiancasse a quelle già presenti di Austria, Russia, Germania, Svizzera ed altri. Al riguardo, secondo dichiarazioni di esponenti della Banca Nazionale del Belarus, il Paese intende creare un investment climate favorevole soprattutto nel settore bancario, e sarebbe già pronto a cedere quote di controllo di banche quali Belprambudbank e Belinvestbank, e quote di minoranza di banche come Belarusbank e Belagroprombank, le due principali banche del Paese. Istituti quali la Royal Bank of Scotland e Swedbank hanno inoltre già manifestato il proprio interesse verso l’acquisizione di partecipazioni all’interno del sistema bancario bielorusso.

d) Suggerimenti per l’attivazione degli strumenti di sostegno finanziario e assicurativo pubblico per SACE e SIMEST 

Va certamente nel senso sopra indicato la costituzione, da parte della SACE, di un “plafond” Paese di 70 milioni di euro per operazioni breve e medio/lungo termine, che ha consentito la copertura assicurativa alla linea di credito “open” di 70 milioni di euro aperta da Mediobanca.

Da parte della Belagroprombank (che ha di recente aperto un Ufficio di Rappresentanza a Milano) è stato chiesto di aumentare il plafond di una ventina di milioni di euro. Sarebbe altresì auspicabile un ruolo più attivo della SIMEST in Belarus, nell’ottica di assistere le imprese italiane intenzionate ad espandere la loro produzione mediante l’acquisizione di comparti industriali all’estero.