{"id":90,"date":"2023-04-11T18:22:23","date_gmt":"2023-04-11T16:22:23","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasciatapraga.esteri.it\/?page_id=90"},"modified":"2023-08-02T17:38:59","modified_gmt":"2023-08-02T14:38:59","slug":"cittadinanza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambminsk.esteri.it\/it\/servizi-consolari-e-visti\/servizi-per-il-cittadino-straniero\/cittadinanza\/","title":{"rendered":"Cittadinanza"},"content":{"rendered":"<p>Nel precisare che la materia della cittadinanza rientra nella sfera di competenza del Ministero dell\u2019Interno, di seguito si fornisce un quadro della disciplina vigente con particolare riferimento alle procedure attivabili presso gli Uffici consolari di questo Ministero.<\/p>\n<p><strong>La cittadinanza italiana<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente la cittadinanza italiana \u00e8 regolata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91 (e relativi regolamenti di esecuzione: in particolare il DPR 12 ottobre 1993, n. 572 e il DPR 18 aprile 1994, n. 362) che, a differenza della legge precedente, rivaluta il peso della volont\u00e0 individuale nell\u2019acquisto e nella perdita della cittadinanza e riconosce il diritto alla titolarit\u00e0 contemporanea di pi\u00f9 cittadinanze.<\/p>\n<p>I principi su cui si basa la cittadinanza italiana sono:<\/p>\n<p>\u2022 la trasmissibilit\u00e0 della cittadinanza per discendenza (principio dello \u201cius sanguinis\u201d);<\/p>\n<p>\u2022 l\u2019acquisto \u201ciure soli\u201d (per nascita sul territorio) in alcuni casi;<\/p>\n<p>\u2022 la possibilit\u00e0 della doppia cittadinanza;<\/p>\n<p>\u2022 la manifestazione di volont\u00e0 per acquisto e perdita;<\/p>\n<p><strong>Acquisto della cittadinanza<\/strong><\/p>\n<p>La cittadinanza italiana pu\u00f2 essere acquisita secondo le modalit\u00e0 di seguito riportate:<\/p>\n<p><strong>1. Cittadinanza per filiazione (\u201cius sanguinis\u201d)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019art. 1 della legge n. 91\/92 stabilisce che \u00e8 cittadino per nascita il figlio di padre o madre cittadini. Viene, quindi, confermato il principio dello ius sanguinis, gi\u00e0 presente nella previgente legislazione, come principio cardine per l\u2019acquisto della cittadinanza mentre lo ius soli resta un\u2019ipotesi eccezionale e residuale.<\/p>\n<p>Nel dichiarare esplicitamente che anche la madre trasmette la cittadinanza, l\u2019articolo recepisce in pieno il principio di parit\u00e0 tra uomo e donna per quanto attiene alla trasmissione dello status civitatis.<\/p>\n<p><strong>Riconoscimento del possesso della cittadinanza agli stranieri discendenti da avo italiano emigrato in Paesi ove vige lo ius soli.<\/strong><\/p>\n<p>La legge del 1912, sebbene all\u2019art. 1 confermasse il principio del riconoscimento della cittadinanza italiana per derivazione paterna al figlio del cittadino a prescindere dal luogo di nascita gi\u00e0 stabilito nel codice civile del 1865, all\u2019art. 7 intese garantire ai figli dei nostri emigrati il mantenimento del legame con il Paese di origine degli ascendenti, introducendo un\u2019importante eccezione al principio dell\u2019unicit\u00e0 della cittadinanza.<\/p>\n<p>L\u2019art. 7 della legge 555\/1912 consentiva, infatti, al figlio di italiano nato in uno Stato estero che gli aveva attribuito la propria cittadinanza secondo il principio dello ius soli, di conservare la cittadinanza italiana acquisita alla nascita, anche se il genitore durante la sua minore et\u00e0 ne incorreva nella perdita, riconoscendo quindi all\u2019interessato la rilevante facolt\u00e0 di rinunciarvi al raggiungimento della maggiore et\u00e0, se residente all\u2019estero.<\/p>\n<p>Tale norma speciale derogava, oltre al principio dell\u2019unicit\u00e0 di cittadinanza, anche a quello della dipendenza delle sorti della cittadinanza del figlio minore da quelle del padre, sancito in via ordinaria dall\u2019art. 12 della medesima legge n. 555\\1912.<\/p>\n<p>Le condizioni richieste per tale riconoscimento si basano perci\u00f2, da un lato sulla dimostrazione della discendenza dal soggetto originariamente investito dello status di cittadino (l\u2019avo emigrato) e, dall\u2019altro, sulla prova dell\u2019assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza (mancata naturalizzazione straniera dell\u2019avo dante causa prima della nascita del figlio, assenza di dichiarazioni di rinuncia alla cittadinanza italiana da parte degli ulteriori discendenti prima della nascita della successiva generazione, a dimostrazione che la catena di trasmissioni della cittadinanza non si sia interrotta).<\/p>\n<p>Relativamente alle modalit\u00e0 del procedimento di riconoscimento del possesso iure sanguinis della cittadinanza italiana, le stesse sono state puntualmente formalizzate nella\u00a0<strong>circolare n. K.28.1 dell\u20198 aprile 1991 del Ministero dell\u2019Interno<\/strong>, la cui validit\u00e0 giuridica non risulta intaccata dalla successiva entrata in vigore della legge n. 91\/1992.<\/p>\n<p>L\u2019autorit\u00e0 competente ad effettuare l\u2019accertamento \u00e8 determinata in base al luogo di residenza: per i residenti all\u2019estero \u00e8 l\u2019Ufficio consolare territorialmente competente.<\/p>\n<p>La procedura per il riconoscimento si sviluppa nei passaggi di seguito indicati:<\/p>\n<p>accertare che la discendenza abbia inizio da un avo italiano (non ci sono limiti di generazioni); accertare che l&#8217;avo cittadino italiano abbia mantenuto la cittadinanza sino alla nascita del discendente. La mancata naturalizzazione o la data di un&#8217;eventuale naturalizzazione dell\u2019avo deve essere comprovata mediante attestazione rilasciata dalla competente Autorit\u00e0 straniera; comprovare la discendenza dall&#8217;avo italiano mediante gli atti di stato civile di nascita e di matrimonio; atti che devono essere in regola con la legalizzazione, se richiesta, e muniti di traduzione ufficiale. A tal proposito \u00e8 opportuno ricordare che la trasmissione della cittadinanza italiana pu\u00f2 avvenire anche per via materna solo per i figli nati dopo il 01.01.1948, data di entrata in vigore della Costituzione; attestare che n\u00e9 l&#8217;istante n\u00e9 gli ascendenti hanno mai rinunciato alla cittadinanza italiana interrompendo la catena di trasmissione della cittadinanza, mediante appositi certificati rilasciati dalle competenti Autorit\u00e0 diplomatico consolari italiane.<\/p>\n<p>Il richiedente ha l\u2019onere di presentare l\u2019istanza corredata dalla prescritta documentazione, regolare e completa, volta a dimostrare gli aspetti sopra elencati.<\/p>\n<p>L\u2019istanza deve essere presentata all\u2019Ufficio consolare nell\u2019ambito della cui circoscrizione risiede lo straniero originario italiano.<\/p>\n<p><strong>2. Cittadinanza per nascita sul territorio italiano (\u201cius soli\u201d)<\/strong><\/p>\n<p>Acquista la cittadinanza italiana:<\/p>\n<p>&#8211; colui i cui genitori siano ignoti o apolidi o non trasmettano la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato del quale sono cittadini (art. 1, comma 1, lettera b legge n. 91\/92);<\/p>\n<p>&#8211; il figlio di ignoti che venga trovato abbandonato in territorio italiano e di cui non si riesca a determinare la cittadinanza\u00a0<strong>(art. 1, comma 2 legge n. 91\/92)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>3. Acquisto della cittadinanza durante la minore et\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Particolare attenzione \u00e8 riservata dalla legge n. 91\/92 all\u2019acquisto della cittadinanza durante la minore et\u00e0 a seguito di:<\/p>\n<p>a) riconoscimento o dichiarazione giudiziale della filiazione;<\/p>\n<p>b) adozione;<\/p>\n<p>c) naturalizzazione del genitore.<\/p>\n<p><strong>a) Cittadinanza per riconoscimento o per dichiarazione giudiziale della filiazione<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 cittadino italiano il minore che viene riconosciuto come figlio da un cittadino italiano o che \u00e8 dichiarato figlio di un cittadino italiano da parte di un giudice\u00a0<strong>(art. 2, comma 1 legge n. 91\/92)<\/strong>.<\/p>\n<p>In caso il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale riguardino un maggiorenne, questi acquista la cittadinanza italiana solo se entro un anno dal provvedimento esprime la propria volont\u00e0 in tal senso, attraverso una \u201delezione di cittadinanza\u201d\u00a0<strong>(art. 2, comma 2 legge n. 91\/92)<\/strong>.<\/p>\n<p>In caso il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale riguardino un maggiorenne, ai sensi dell\u2019art. 3 del D.P.R. 12.10.1993, n. 572 (Regolamento di attuazione della legge n. 91\/92) la dichiarazione di elezione della cittadinanza di cui all\u2019art. 2, comma 2 della legge deve essere corredata dei seguenti atti:<\/p>\n<p>&#8211; atto di nascita (ai fini dell\u2019esatta individuazione dell\u2019interessato);<\/p>\n<p>&#8211; atto di riconoscimento o copia autenticata della sentenza con cui viene dichiarata la paternit\u00e0 o la maternit\u00e0;<\/p>\n<p>&#8211; certificato di cittadinanza del genitore.<\/p>\n<p>Detti ultimi atti costituiscono il presupposto per richiedere il beneficio in esame.<\/p>\n<p>E\u2019 da osservare, infine, che la dichiarazione giudiziale di riconoscimento potrebbe essere stata effettuata all\u2019estero: in questo caso il computo del periodo di un anno per rendere la dichiarazione di elezione della cittadinanza deve effettuarsi dalla data in cui viene reso efficace in Italia il provvedimento straniero.<\/p>\n<p><strong>b) Cittadinanza per adozione<\/strong><\/p>\n<p>Acquista la cittadinanza italiana il minore straniero adottato da cittadino italiano mediante provvedimento dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria italiana ovvero, in caso di adozione pronunciata all\u2019estero, mediante provvedimento dell\u2019Autorit\u00e0 straniera reso efficace in Italia con ordine (emanato dal Tribunale per i minorenni) di trascrizione nei registri dello stato civile.<\/p>\n<p>Se l\u2019adottato \u00e8 maggiorenne, pu\u00f2 acquistare la cittadinanza italiana per naturalizzazione trascorsi 5 anni di residenza legale in Italia dopo l\u2019adozione.<\/p>\n<p><strong>c) Per naturalizzazione dei genitori<\/strong><\/p>\n<p>Secondo l\u2019art. 14 della legge 91\/92 \u201cI figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019acquisto interviene, quindi, avviene automaticamente alla sola condizione della convivenza e sempre che si tratti di un soggetto minorenne secondo l\u2019ordinamento italiano.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il genitore divenuto italiano possa trasmettere il nostro status civitatis al figlio, occorrono pertanto che ricorrano tre condizioni:<\/p>\n<p>il rapporto di filiazione; la minore et\u00e0 del figlio; la convivenza con il genitore.<\/p>\n<p>L\u2019art. 12 del D.P.R. n. 572\/93 ha specificato che la convivenza deve essere stabile ed effettiva ed attestata con idonea documentazione, deve inoltre sussistere al momento dell\u2019acquisto o del riacquisto della cittadinanza del genitore.<\/p>\n<p><strong>4. Acquisto della cittadinanza per beneficio di legge<\/strong><\/p>\n<p><strong>La fattispecie, regolata dall\u2019art. 4 della legge n. 91\/92,<\/strong>\u00a0si riferisce ad ipotesi che trovano applicazione solo sul territorio italiano. Per la relativa disciplina si rinvia, pertanto, al Ministero dell\u2019Interno.<\/p>\n<p><strong>5. Cittadinanza per matrimonio o unione civile<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019acquisto della cittadinanza da parte del coniuge straniero o apolide di cittadino italiano \u00e8 disciplinato dagli artt. 5, 6, 7 e 8 della legge 91\/92 e successive modifiche.<\/p>\n<p>Il coniuge straniero pu\u00f2 acquistare la cittadinanza italiana su domanda, in presenza dei seguenti requisiti:<\/p>\n<p>in Italia: due anni di residenza legale dopo il matrimonio o dalla data di acquisizione della cittadinanza italiana per naturalizzazione da parte del coniuge; all\u2019estero: tre anni dopo il matrimonio o dalla data di acquisizione della cittadinanza italiana per naturalizzazione da parte del coniuge. Tali termini sono ridotti della met\u00e0 in presenza di figli nati o adottati dai coniugi;<br \/>\nvalidit\u00e0 del matrimonio per l\u2019ordinamento italiano e trascrizione dell\u2019atto di matrimonio presso il competente Comune italiano, nonch\u00e9 permanenza del vincolo coniugale fino all\u2019adozione del decreto;<br \/>\nassenza di sentenze di condanna per reati per i quali sia prevista una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione o di sentenze di condanna da parte di un\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria straniera ad una pena superiore ad un anno per reati non politici, quando la sentenza sia stata trascritta in Italia;<br \/>\nassenza di condanne per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III del codice penale (delitti contro la personalit\u00e0 dello Stato);<br \/>\nassenza di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica;<br \/>\nconoscenza certificata della lingua italiana ad un livello non inferiore al B1 del\u00a0<strong>\u201cQuadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue\u201d (norma in vigore per le istanze presentate a decorrere dal 4.12.2018).<\/strong><\/p>\n<p>A far data dal 1 agosto 2015, i soggetti residenti all\u2019estero devono presentare la domanda di acquisto della cittadinanza italiana per via telematica secondo la nuova procedura stabilita dal competente Ministero dell\u2019Interno.<\/p>\n<p>Il richiedente deve registrarsi sul portale dedicato, denominato ALI, al seguente url\u00a0<a href=\"https:\/\/cittadinanza.dlci.interno.it\/\">https:\/\/cittadinanza.dlci.interno.it<\/a>\u00a0e, effettuato il login, avr\u00e0 accesso alla procedura telematica per la presentazione della domanda di cittadinanza.<\/p>\n<p>Al fine di facilitare l\u2019individuazione della Rappresentanza diplomatico consolare competente territorialmente a ricevere l\u2019istanza, all\u2019indirizzo internet sopra indicato \u00e8 presente un link di collegamento che consente all&#8217;utente -dopo aver selezionato lo Stato di residenza- di scegliere, tramite un menu a tendina, la Rappresentanza competente accedendo ad un elenco che comprende l&#8217;intera Rete diplomatico-consolare del Paese selezionato.<\/p>\n<p>L\u2019utente deve compilare tutti i campi previsti dal modulo ed inserire i seguenti documenti obbligatori indicati dal Ministero dell\u2019Interno per effettuare la richiesta di cittadinanza (si ricorda che il regolamento U.E n. 2016\/1191, entrato in vigore il 16 febbraio 2019, prevede l&#8217;esenzione della legalizzazione a condizione che i documenti pubblici siano rilasciati a un cittadino dell&#8217;Unione dalle autorit\u00e0 del suo Stato membro di cittadinanza):<\/p>\n<p>a.\u00a0<strong>estratto di nascita del paese di origine<\/strong>\u00a0(in regola con gli obblighi prescritti dalla vigente legislazione in materia di legalizzazione\/apostille e traduzione) completo di tutte le generalit\u00e0, ovvero, in caso di documentata impossibilit\u00e0, attestazione rilasciata dall\u2019Autorit\u00e0 diplomatico-consolare del Paese di origine nella quale si indicano le esatte generalit\u00e0 (nome, cognome, data e luogo di nascita), nonch\u00e9 paternit\u00e0 e maternit\u00e0 dell\u2019istante.<\/p>\n<p>b.\u00a0<strong>certificato penale del paese di origine, e di eventuali Paesi terzi di residenza e dei Paesi di cui detiene la cittadinanza<\/strong>\u00a0(in regola con gli obblighi prescritti dalla vigente legislazione in materia di legalizzazione\/apostille e traduzione)<\/p>\n<p>c.\u00a0<strong>ricevuta del versamento di 250 euro<\/strong><\/p>\n<p>d.\u00a0<strong>copia autenticata del documento di riconoscimento in corso di validit\u00e0<\/strong>\u00a0(munito di traduzione ufficiale in lingua italiana, ove il documento non contenga indicazioni redatte, oltre che nella lingua originale, anche in lingua inglese o francese), autenticata dalla Rappresentanza diplomatico-consolare dello Stato estero che lo ha rilasciato.<\/p>\n<p>e.\u00a0<strong>titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario oppure certificazione rilasciata da un ente certificatore. Al momento possono considerarsi enti certificatori, in quanto appartenenti al sistema di certificazione unificato CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualit\u00e0):<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2022 l\u2019Universit\u00e0 per stranieri di Siena,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2022 l\u2019Universit\u00e0 per stranieri di Perugia,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2022 l\u2019Universit\u00e0 Roma Tre,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2022 la Societ\u00e0 Dante Alighieri.<\/strong><\/p>\n<p>Saranno, dunque, considerate valide le certificazioni rilasciate da questi enti, eventualmente anche in regime di collaborazione con i locali Istituti italiani di cultura.<\/p>\n<p>Per conoscere gli istituti di istruzione abilitati al rilascio della richiesta certificazione si invita a consultare la pagina web dedicata del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.linguaitaliana.esteri.it\/\">portale della lingua Italiana<\/a>.<\/p>\n<p>Dopo la presentazione della domanda per via telematica l\u2019utente verr\u00e0 convocato dalla Rappresentanza diplomatico consolare che ha ricevuto l\u2019istanza, per l\u2019identificazione e gli altri adempimenti necessari al perfezionamento della domanda compresa l\u2019acquisizione in originale della documentazione allegata all\u2019istanza presentata on-line e di ogni altro documento utile per l\u2019istruttoria della stessa. A tal proposito si precisa che i seguenti atti: estratto dell\u2019atto di matrimonio, certificato di stato di famiglia, certificato di cittadinanza italiana del coniuge sono sostituiti, qualora il richiedente sia cittadino UE, da autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445\/2000 e da ultimo dalla legge 183\/2011.<\/p>\n<p>Il richiedente cittadino di un Paese non aderente all\u2019Unione Europea pu\u00f2 essere esonerato dalla presentazione dell\u2019estratto dell\u2019atto di matrimonio, del certificato di stato di famiglia e del certificato di cittadinanza italiana del coniuge, solo qualora tali atti siano gi\u00e0 in possesso della Rappresentanza diplomatico consolare.<\/p>\n<p>In base all\u2019art. 4, comma 5 del D.P.R. n. 572\/93 \u00e8 facolt\u00e0 del Ministero dell\u2019Interno di richiedere, a seconda dei casi, altri documenti.<\/p>\n<p>Si ricorda che, ai sensi della direttiva del Ministro dell\u2019Interno del 7 marzo 2012, a partire dal 1\u00b0 giugno 2012 la competenza ad emanare i decreti di concessione della cittadinanza spetta:<\/p>\n<p>al Prefetto per le domande presentate dallo straniero legalmente residente in Italia;<br \/>\nal Capo del dipartimento per le Libert\u00e0 Civili e l&#8217;Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all&#8217;estero;<br \/>\nal Ministro dell&#8217;Interno nel caso sussistano ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica.<\/p>\n<p>Si suggerisce, ad ogni buon fine, di consultare il sito web della Rappresentanza competente per residenza.<\/p>\n<p>A seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale (n. 22 del 27 gennaio 2017) dei decreti legislativi n. 5, 6 e 7 del 19 gennaio 2017 &#8211; adottati ai sensi dell\u2019art. 1, comma 28 della legge 20 maggio 2016, n. 76 (Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze) &#8211; dall&#8217;11 febbraio 2017 \u00e8 possibile inoltrare online le richieste di cittadinanza italiana, ai sensi degli artt. 5 e 7 della legge n. 91\/1992, anche da parte del cittadino o della cittadina stranieri che hanno costituito un\u2019unione civile con cittadino\/a italiano\/a trascritta nei registri dello stato civile del Comune italiano.<\/p>\n<p><strong>6. Acquisto per residenza<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019art. 9 della legge contempla l\u2019istituto della concessione della cittadinanza italiana mediante Decreto del Presidente della Repubblica, prevedendo modalit\u00e0 differenziate in considerazione di specifici requisiti degli aspiranti e graduando il periodo di residenza legale occorrente per legittimare la proposizione della relativa istanza.<\/p>\n<p>In via ordinaria viene richiesta una residenza legale sul territorio dello Stato di almeno 10 anni per gli stranieri non comunitari (art. 9, lett. f), ma numerosi sono i casi per i quali il periodo di residenza occorrente \u00e8 inferiore:<\/p>\n<p>&#8211; 3 anni di residenza legale: per lo straniero di cui il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati italiani per nascita o per lo straniero nato in Italia e ivi residente;<\/p>\n<p>&#8211; 4 anni per il cittadino di uno Stato aderente alle Comunit\u00e0 Europee;<\/p>\n<p>&#8211; 5 anni di residenza legale successivi all\u2019adozione per lo straniero maggiorenne; successivi al riconoscimento dello status per l\u2019apolide o il rifugiato politico.<\/p>\n<p>Non \u00e8 previsto il requisito della residenza per lo straniero che ha prestato servizio anche all\u2019estero per lo Stato Italiano per almeno cinque anni\u00a0<strong>(lettera c dell\u2019art. 9)<\/strong>.<\/p>\n<p>Riferendosi ad ipotesi che trovano applicazione solo sul territorio italiano, si rinvia per la relativa disciplina al Ministero dell\u2019Interno.<\/p>\n<p><strong>7. Concessione della cittadinanza per meriti speciali<\/strong><\/p>\n<p>Il secondo comma dell\u2019art. 9 dispone che la cittadinanza italiana pu\u00f2 essere concessa con Decreto del Presidente della Repubblica sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell\u2019Interno, di concerto con il Ministro degli Affari Esteri, allo straniero che abbia reso eminenti servizi all\u2019Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.<\/p>\n<p>L\u2019avvio della procedura non richiede un atto di impulso del soggetto interessato, ma necessita di una proposta avanzata da enti, personalit\u00e0 pubbliche, associazioni ecc. che comprovino una diffusa valutazione circa la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge in capo all\u2019eventuale destinatario.<\/p>\n<p>La procedura prevede l\u2019acquisto dei pareri degli Organismi di sicurezza e, per i residenti in Italia, della Prefettura del luogo di residenza.<\/p>\n<p>E\u2019 comunque necessario acquisire la dichiarazione di assenso dell\u2019interessato all\u2019acquisto della cittadinanza.<\/p>\n<p>Anche in questa ipotesi di acquisto, il decreto presidenziale di concessione della cittadinanza italiana non ha efficacia se l\u2019interessato, ove residente all\u2019estero, non presti, davanti all\u2019Ufficio Consolare competente, il giuramento di fedelt\u00e0 alla Repubblica previsto dall\u2019art. 10 della legge.<\/p>\n<p>Il conseguimento del nostro status civitatis decorrer\u00e0 dal giorno successivo a quello del giuramento.<\/p>\n<p><strong>8. Riconoscimento della cittadinanza italiana in base a leggi speciali<\/strong><\/p>\n<p><strong>Legge 14 dicembre 2000, n. 379<\/strong><\/p>\n<p>La dichiarazione tesa a ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana a favore delle persone nate e gi\u00e0 residenti nei territori dell\u2019ex Impero austro-ungarico e ai loro discendenti ai sensi della legge 379\/2000 poteva essere resa entro il 20 dicembre 2010 davanti all\u2019Ufficio consolare italiano se il richiedente risiedeva all\u2019estero oppure davanti all\u2019Ufficiale di stato civile del Comune se il richiedente risiedeva in Italia.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni presentate nei termini sono esaminate da una commissione interministeriale, istituita presso il Ministero dell\u2019Interno, che esprime il proprio parere in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge. Qualora il parere sia favorevole il Ministero dell\u2019Interno rilascia un nulla osta al riconoscimento.<\/p>\n<p>I requisiti necessari per il riconoscimento della cittadinanza italiana sono:<\/p>\n<p>&#8211; nascita e residenza dell\u2019avo nei territori gi\u00e0 appartenenti all\u2019Impero austro-ungarico e acquisiti dall\u2019Italia alla fine della prima guerra mondiale in attuazione del Trattato di San Germano;<\/p>\n<p>&#8211; emigrazione all\u2019estero dell\u2019avo nel periodo compreso tra il 25 dicembre 1867 e il 16 luglio 1920.<\/p>\n<p><strong>Legge 8 marzo 2006, n. 124<\/strong><\/p>\n<p>Prevede il riconoscimento della cittadinanza italiana a favore:<\/p>\n<p>1 dei connazionali residenti dal 1940 al 1947 in Istria, Fiume e Dalmazia, che hanno perso la cittadinanza italiana allorch\u00e9 tali territori furono ceduti alla Repubblica Jugoslava in forza dei trattati di Parigi del 10 febbraio 1947, e ai loro discendenti;<\/p>\n<p>2 dei connazionali residenti sino al 1977 nella zona B dell&#8217;ex Territorio Libero di Trieste che hanno perso la cittadinanza italiana allorch\u00e9 tale territorio venne ceduto alla Repubblica Jugoslava in forza del trattato di Osimo del 10 novembre 1975, e ai loro discendenti.<\/p>\n<p>L\u2019istanza va presentata all\u2019Ufficio consolare italiano se il richiedente risiede all\u2019estero o al Comune se risiede in Italia.<\/p>\n<p>Occorre distinguere due distinte categorie di beneficiari<\/p>\n<p><strong>A. Soggetti destinatari dell&#8217;art.19 del Trattato di Pace di Parigi, in quanto gi\u00e0 residenti nei territori ceduti nel 1947.<\/strong><\/p>\n<p>Al fine di comprovare la sussistenza dei requisiti richiesti dall&#8217;art. 17 bis, comma 1, lett. a) della legge n. 91\/92, sono allegati all&#8217;istanza di riconoscimento i seguenti documenti:<\/p>\n<p>a) atto di nascita, possibilmente su modello internazionale;<\/p>\n<p>b) certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera;<\/p>\n<p>c) certificato di attuale residenza;<\/p>\n<p>d) certificazione o documentazione idonea a dimostrare la residenza alla data del 10.6.1940 nei territori ceduti all&#8217;ex Repubblica Federativa Socialista Jugoslava;<\/p>\n<p>e) certificazione dalla quale risulti che l&#8217;interessato alla data del 15.9.1947 &#8211; data di entrata in vigore del Trattato di Pace di Parigi &#8211; era cittadino italiano (oppure documentazione equipollente quale foglio matricolare, passaporto, ecc.);<\/p>\n<p>f) attestazione rilasciata da eventuali Circoli, Associazioni o Comunit\u00e0 di italiani presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la data di iscrizione, la lingua usuale dell&#8217;interessato ed ogni altro utile elemento comprovante la conoscenza della lingua italiana;<\/p>\n<p>g) ogni altra utile documentazione comprovante la lingua usuale dell&#8217;interessato (ad esempio copia di attestati di frequenza di scuole di lingua italiana, pagelle scolastiche, ecc.).\u00a0<strong>I figli o discendenti in linea retta dei beneficiari dell&#8217;art. 19 del succitato Trattato di Pace di Parigi,<\/strong>\u00a0che intendono avvalersi dell&#8217;art.17-bis, comma 1, lett. b), allegheranno all&#8217;istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana i seguenti documenti:<\/p>\n<p>certificazione o documentazione dalla quale risulti il possesso, da parte del proprio genitore o dell&#8217;ascendente in linea retta, dei requisiti di cui ai sopracitati punti d-e-f-g;<\/p>\n<p>certificato di nascita attestante il rapporto di discendenza diretta tra il richiedente e il genitore o ascendente;<\/p>\n<p>certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera;<\/p>\n<p>attestazione rilasciata da eventuali Associazioni o Comunit\u00e0 di italiani, presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la conoscenza, da parte del richiedente, della lingua e cultura italiane;<\/p>\n<p>ogni altra utile documentazione idonea a comprovare la conoscenza, da parte del richiedente, della lingua e cultura italiane.<\/p>\n<p><strong>B. Soggetti destinatari delle disposizioni di cui all&#8217;art. 3 del Trattato di Osimo, gi\u00e0 residenti nel territorio della zona B dell&#8217;ex Territorio Libero di Trieste<\/strong><\/p>\n<p>Al fine di comprovare la sussistenza dei requisiti richiesti dall&#8217;art. 17 bis, comma 1, lett. a) della legge n. 91\/92, allegheranno all&#8217;istanza di riconoscimento i seguenti documenti:<\/p>\n<p>a) atto di nascita, possibilmente su modello internazionale;<\/p>\n<p>b) certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera;<\/p>\n<p>c) certificato di residenza attuale;<\/p>\n<p>d) certificazione o documentazione idonea a comprovare la loro residenza e la cittadinanza italiana alla data del 3 aprile 1977 (data di entrata in vigore del Trattato di Osimo);<\/p>\n<p>e) attestazione rilasciata da eventuali Circoli, Associazioni o Comunit\u00e0 di italiani presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la data di iscrizione, la lingua usuale dell&#8217;interessato e ogni altro utile elemento comprovante la conoscenza della lingua italiana;<\/p>\n<p>f) ogni utile documentazione comprovante l&#8217;appartenenza al gruppo etnico italiano come previsto dal succitato art. 3.<\/p>\n<p><strong>I figli o discendenti in linea retta dei beneficiari dell&#8217;art.3 del Trattato di Osimo<\/strong>\u00a0allegheranno all&#8217;istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana, presentata ai sensi dell&#8217;art.17-bis, comma 1 lett. b), i seguenti documenti:<\/p>\n<p>certificazione o documentazione dalla quale risulti il possesso, da parte del proprio genitore o dell&#8217;ascendente in linea retta, dei requisiti di cui ai sopracitati punti d-e-f;<\/p>\n<p>certificato di nascita attestante il rapporto di discendenza diretta tra il richiedente e il genitore o ascendente;<\/p>\n<p>certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera;<\/p>\n<p>attestazione rilasciata da eventuali Associazioni o Comunit\u00e0 di italiani, presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la conoscenza della lingua e cultura italiane in capo ai richiedenti;<\/p>\n<p>ogni altra utile documentazione idonea a comprovare la conoscenza della lingua e cultura italiane.<\/p>\n<p>Sulle domande si esprime una commissione interministeriale istituita presso il Ministero dell\u2019Interno il quale rilascia un nulla osta qualora il parere sia favorevole.<\/p>\n<p><strong>Perdita della cittadinanza<\/strong><\/p>\n<p>Il cittadino italiano pu\u00f2 perdere la cittadinanza automaticamente ovvero per rinuncia formale.<\/p>\n<p><strong>A.<\/strong>\u00a0Perde la cittadinanza automaticamente:<\/p>\n<p>1. il cittadino italiano che si arruoli volontariamente nell\u2019esercito di uno Stato straniero o accetti un incarico pubblico presso uno Stato estero nonostante gli venga espressamente vietato dal Governo italiano\u00a0<strong>(art. 12, comma 1 legge n. 91\/92)<\/strong>;<\/p>\n<p>2. il cittadino italiano che, durante lo stato di guerra con uno Stato estero, abbia prestato servizio militare o svolto un incarico pubblico o abbia acquistato la cittadinanza di quello Stato\u00a0<strong>(art. 12, comma 2 legge n. 91\/92)<\/strong>;<\/p>\n<p>3. l\u2019adottato in caso di revoca dell\u2019adozione per fatto a lui imputabile, a condizione che detenga o acquisti un\u2019altra cittadinanza\u00a0<strong>(art. 3, comma 3 legge n. 91\/92)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>B.<\/strong>\u00a0Perde la cittadinanza a condizione che vi rinunci formalmente:<\/p>\n<p>1. l\u2019adottato maggiorenne, a seguito di revoca dell\u2019adozione per fatto imputabile all\u2019adottante, sempre che detenga o riacquisti un&#8217;altra cittadinanza\u00a0<strong>(art. 3, comma 4 legge n. 91\/92)<\/strong>;<\/p>\n<p>2. il cittadino italiano, qualora risieda o stabilisca la propria residenza all\u2019estero e se possiede, acquista o riacquista un\u2019altra cittadinanza\u00a0<strong>(art. 11 legge n. 91\/92)<\/strong>;<\/p>\n<p>3. il maggiorenne che ha conseguito la cittadinanza italiana da minorenne a seguito di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte di uno dei genitori, a condizione che detenga un\u2019altra cittadinanza\u00a0<strong>(art. 14 legge n. 91\/92)<\/strong>.<\/p>\n<p>La dichiarazione di rinuncia alla cittadinanza \u00e8 resa, in caso di residenza all\u2019estero, all\u2019Ufficio consolare competente. Essa deve essere corredata della seguente documentazione:- atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale detto atto risulta iscritto o trascritto;<\/p>\n<p>&#8211; certificato di cittadinanza italiana;<\/p>\n<p>&#8211; documentazione relativa al possesso della cittadinanza straniera;<\/p>\n<p>&#8211; documentazione relativa alla residenza all\u2019estero, ove richiesta.<\/p>\n<p>Il minorenne NON perde la cittadinanza italiana se uno o entrambi i genitori la perdono o riacquistano una cittadinanza straniera.<\/p>\n<p>Le donne che\u00a0<strong>dopo il 1\u00b0 gennaio 1948<\/strong>\u00a0abbiano automaticamente acquistato una cittadinanza straniera per matrimonio con cittadini stranieri o per naturalizzazione straniera del marito nato italiano\u00a0<strong>NON<\/strong>hanno perso la cittadinanza italiana. Al fine di consentire le necessarie annotazioni a margine degli atti di stato civile, \u00e8 necessario che le donne interessate (o i loro discendenti) manifestino ai competenti uffici consolari la volont\u00e0 di mantenerla, mediante una dichiarazione di possesso ininterrotto.<\/p>\n<p><strong>Doppia cittadinanza<\/strong><\/p>\n<p>A partire dal 16 agosto 1992 (data di entrata in vigore della legge n. 91\/92) l\u2019acquisto di una cittadinanza straniera non determina la perdita della cittadinanza italiana a meno che il cittadino italiano non vi rinunci formalmente (art. 11 legge n. 91\/92), salvo disposizioni di accordi internazionali.<\/p>\n<p>La denuncia da parte dello Stato italiano della Convenzione di Strasburgo del 1963 comporta che, a decorrere dal\u00a0<strong>4 giugno 2010<\/strong>, non si verifichi pi\u00f9 la perdita automatica della cittadinanza italiana per i cittadini che si naturalizzano nei Paesi firmatari della stessa (a seguito della denuncia di Svezia, Germania, Belgio, Francia e Lussemburgo, risultano attualmente firmatari\u00a0<strong>l\u2019Austria, la Danimarca, la Norvegia e i Paesi Bassi<\/strong>).<\/p>\n<p><strong>Riacquisto della cittadinanza<\/strong><\/p>\n<p>1. La disciplina del riacquisto della cittadinanza \u00e8 contenuta nell\u2019art. 13 della legge 91\/92. Si segnala in particolare che il cittadino, residente all\u2019estero, che ha perso la cittadinanza pu\u00f2 riacquistarla ai sensi del comma 1, lettera c), previa apposita dichiarazione al competente Ufficio consolare qualora stabilisca la propria residenza in Italia entro un anno dalla dichiarazione stessa;<\/p>\n<p>2. Le donne sposate con stranieri\u00a0<strong>prima del 1\u00b0 gennaio 1948<\/strong>, che &#8211; in virt\u00f9 del matrimonio &#8211; abbiano acquisito automaticamente la cittadinanza del marito,\u00a0<strong>hanno perso la cittadinanza italiana e possono riacquistarla<\/strong>, anche se residenti all\u2019estero, con una dichiarazione. La dichiarazione di riacquisto della cittadinanza \u00e8 resa, in caso di residenza all\u2019estero, all\u2019Ufficio consolare competente.<\/p>\n<p>Essa deve essere corredata della seguente documentazione:<\/p>\n<p>-atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale detto atto risulta iscritto o trascritto;<\/p>\n<p>-documentazione da cui risulti il trascorso possesso della cittadinanza italiana;<\/p>\n<p>-documentazione relativa al possesso della cittadinanza straniera, ovvero allo status di apolidia;<\/p>\n<p>-certificato di situazione di famiglia o documentazione equipollente.<\/p>\n<p><strong>Semplificazione amministrativa<\/strong><\/p>\n<p>Si ricorda che alla luce degli artt. 43, comma 1, 46 e 47 del DPR 445\/2000 (come novellato dalla legge 183\/2011) e con i limiti di cui all\u2019art. 3 del citato DPR, le amministrazioni pubbliche italiane sono tenute ad acquisire d&#8217;ufficio le informazioni, i dati e i documenti che siano gi\u00e0 in possesso della Pubblica Amministrazione, previa indicazione, da parte dell&#8217;interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti.<\/p>\n<p>Pertanto, in caso di istanze, di acquisto o di rinuncia della cittadinanza presentate da cittadini italiani, UE o extra-UE regolarmente soggiornanti in Italia gli stessi non dovranno produrre certificati riportanti informazioni o dati gi\u00e0 in possesso della Pubblica Amministrazione italiana ma dovranno semplicemente riportare nella domanda tutti gli elementi indispensabili per il reperimento di tali informazioni o dati.<\/p>\n<p><strong>Costi<\/strong><\/p>\n<p>A decorrere dall&#8217;8 agosto 2009, le istanze o le dichiarazioni concernenti l&#8217;elezione, l&#8217;acquisto, il riacquisto, la rinuncia o la concessione della cittadinanza italiana sono soggetti al pagamento di un contributo di 250. A decorrere dall\u20198 luglio 2014 tutte le istanze di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne sono soggette al pagamento di un diritto per il trattamento della domanda di 300 Euro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel precisare che la materia della cittadinanza rientra nella sfera di competenza del Ministero dell\u2019Interno, di seguito si fornisce un quadro della disciplina vigente con particolare riferimento alle procedure attivabili presso gli Uffici consolari di questo Ministero. 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